Oggi la PEC personale va comunicata al Registro imprese per un solo amministratore per società: l'amministratore unico, oppure l'amministratore delegato o, se non c'è, il presidente del consiglio di amministrazione. Lo prevede l'art. 5 del DL 179/2012 come modificato dal DL 159/2025. La PEC deve essere personale, non quella della società; per le società già iscritte il termine era il 31 dicembre 2025, per le nuove nomine va comunicata insieme alla nomina.
- Obbligati: amministratore unico, amministratore delegato o, in mancanza, presidente del CdA di società di capitali, cooperative e consortili.
- Non obbligati: consiglieri senza deleghe e amministratori di snc e sas.
- La PEC deve essere personale: la legge vieta di usare quella della società.
- La sola comunicazione è gratuita; il ritardo può costare da 206 a 2.064 euro.
Chi è obbligato oggi
La regola in vigore è scritta nell'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 179/2012. L'obbligo di avere un domicilio digitale iscritto al Registro imprese vale per l'amministratore unico o l'amministratore delegato o, in mancanza, il presidente del consiglio di amministrazione delle imprese costituite in forma societaria.
Le Camere di commercio precisano il perimetro: la norma riguarda società di capitali, società cooperative e società consortili. L'obbligo è in capo all'impresa e riguarda uno solo dei tre soggetti indicati. Non riguarda i consiglieri senza deleghe né gli amministratori delle società di persone.
Se all'inizio del 2025 hai letto che «tutti gli amministratori» dovevano avere la PEC, non ti sei sbagliato: era la prima versione della regola. Poi è cambiata.
Come si è arrivati alla regola attuale
| Quando | Cosa è successo |
|---|---|
| 1° gennaio 2025 | La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 860) estende l'obbligo del domicilio digitale agli amministratori di tutte le società. |
| 12 marzo 2025 | Con la nota n. 43836 il MIMIT dà le prime istruzioni alle Camere e fissa il termine al 30 giugno 2025 per le imprese già costituite. |
| 25 giugno 2025 | Una nuova nota del MIMIT sposta il termine al 31 dicembre 2025. |
| 31 ottobre 2025 | Il DL 159/2025 (art. 13, convertito dalla L. 198/2025) limita l'obbligo all'amministratore unico, al delegato o al presidente del CdA e scrive nella legge il termine del 31 dicembre 2025. |
| 9 marzo 2026 | Con la nota n. 10345 Unioncamere chiede al MIMIT una proroga al 31 marzo 2026 e segnala l'opportunità di non avviare procedimenti sanzionatori prima di quella data. |
Per un'analisi tecnica più estesa della norma trovi anche la guida di Helpwebnet sull'obbligo di PEC per gli amministratori. Qui ci concentriamo su due domande pratiche: chi, nella tua società, deve farlo e come.
Trova il tuo caso
| Come è amministrata la società | Chi comunica la PEC personale |
|---|---|
| Srl con amministratore unico | L'amministratore unico |
| Srl o spa con consiglio di amministrazione e un amministratore (o consigliere) delegato | L'amministratore delegato |
| Consiglio con più consiglieri delegati | Basta uno dei delegati: l'obbligo riguarda un solo soggetto |
| Consiglio di amministrazione senza delegati | Il presidente del consiglio di amministrazione |
| Cooperativa o società consortile | Stesse regole: unico, delegato o, in mancanza, presidente |
| Snc o sas | Nessun obbligo per gli amministratori (la società deve comunque avere la sua PEC) |
| Consiglieri senza deleghe | Nessun obbligo; la comunicazione è facoltativa e a pagamento |
Perché non può essere la PEC della società
La legge è esplicita: il domicilio digitale degli amministratori non può coincidere con quello dell'impresa. Le Camere di commercio aggiungono che deve essere diverso anche dal domicilio digitale delle altre imprese iscritte al Registro.
Il motivo è semplice: la PEC dell'amministratore serve a raggiungere la persona che ha la responsabilità della gestione, non l'ufficio che apre la posta della società. In pratica:
- non va bene l'indirizzo PEC della società, nemmeno se lo leggi solo tu;
- non va bene la PEC di un'altra impresa del gruppo o di un'impresa di famiglia;
- serve una casella intestata all'amministratore come persona fisica.
Se non sai ancora come funziona una casella certificata, la guida a cosa serve la posta certificata spiega le basi.
Come si comunica al Registro imprese
La comunicazione è una pratica telematica alla Camera di commercio. Se c'è da comunicare solo la PEC, i passi sono questi:
- Attiva una PEC personale. Intestata all'amministratore come persona fisica, diversa da quella della società e da quelle di altre imprese iscritte al Registro.
- Prepara la pratica con DIRE. Nell'applicativo online delle Camere di commercio compili il modello S2 con il modello INT P, nella sezione dedicata agli organi sociali.
- Firma digitalmente. Può firmare l'amministratore stesso oppure il commercialista che dichiara di aver ricevuto l'incarico dall'amministratore.
- Invia e controlla la visura. Dopo l'evasione della pratica verifica che il domicilio digitale compaia accanto al nome dell'amministratore nella visura camerale.
Sui costi, le Camere di commercio distinguono tre situazioni:
| Situazione | Diritti e bollo |
|---|---|
| Sola comunicazione della PEC di un amministratore obbligato, senza altre modifiche | Esente da diritti di segreteria e imposta di bollo |
| PEC comunicata insieme a nomina, conferma o rinnovo | Si paga quanto previsto per la pratica principale |
| PEC di altri amministratori non obbligati (facoltativa) | Per le società di capitali 30 euro di diritti e 65 euro di bollo, secondo la Camera di commercio di Ferrara-Ravenna |
Nuove nomine e rinnovi
Per chi viene nominato o confermato amministratore unico, delegato o presidente (in mancanza di delegati), la PEC va comunicata insieme alla richiesta di iscrizione della nomina, sia alla costituzione della società sia ai rinnovi successivi.
Se la PEC manca, la Camera di commercio sospende la pratica e chiede di integrarla. Con un rinnovo delle cariche in arrivo, conviene attivare la casella prima dell'assemblea: così la pratica parte completa.
Sanzioni: cosa si rischia
Secondo la Camera di commercio di Napoli, il mancato adempimento comporta le sanzioni dell'articolo 16, comma 6-bis, del DL 185/2008, cioè quella dell'articolo 2630 del codice civile raddoppiata: da 206 a 2.064 euro.
Il termine per le società già iscritte era il 31 dicembre 2025. A marzo 2026 Unioncamere ha chiesto una proroga al 31 marzo 2026 e ha suggerito di non avviare procedimenti sanzionatori prima di quella data. Anche quella data è passata.
Gestire bene la PEC personale
Una volta iscritta, quella casella diventa l'indirizzo a cui possono arrivare comunicazioni con valore legale. Qualche regola pratica:
- Leggila davvero. Attiva l'avviso di nuovi messaggi sul telefono o sulla casella che usi ogni giorno.
- Non farla scadere. Segna in agenda la data di rinnovo del servizio: una PEC scaduta non riceve più nulla.
- Decidi chi altro la legge. Se dai accesso al commercialista o a un collaboratore, mettilo per iscritto: la responsabilità resta tua.
- Conserva i messaggi importanti. Ricevute e messaggi vanno archiviati fuori dalla casella; qui trovi perché serve conservare PEC ed email.
- Diffida delle PEC che chiedono pagamenti o credenziali. Anche la posta certificata può essere usata per truffe: vedi come riconoscere i falsi messaggi dell'Agenzia delle Entrate.
La PEC dell'amministratore è solo uno degli adempimenti digitali che toccano una piccola società: li trovi riuniti nella guida agli obblighi digitali delle piccole imprese nel 2026.
Domande frequenti
L'amministratore può usare la PEC della società?
No. La legge lo dice espressamente: il domicilio digitale dell'amministratore non può coincidere con quello dell'impresa. Serve una PEC personale, intestata a lui.
Il consigliere senza deleghe deve comunicarla?
No. Dal 31 ottobre 2025 l'obbligo riguarda solo l'amministratore unico, l'amministratore delegato o, se manca, il presidente del consiglio di amministrazione. Gli altri consiglieri possono comunicarla volontariamente, pagando diritti di segreteria e bollo.
Quanto costa la comunicazione?
Se comunichi solo la PEC di un amministratore obbligato, senza altre modifiche, la pratica è esente da diritti di segreteria e imposta di bollo. Se la comunichi insieme a una nomina o a un rinnovo, paghi quanto previsto per quella pratica.
Cosa rischio se non l'ho ancora comunicata?
Le Camere di commercio indicano la sanzione dell'articolo 2630 del codice civile raddoppiata, da 206 a 2.064 euro. Il termine per le società già iscritte era il 31 dicembre 2025: conviene regolarizzare subito.
Le snc e le sas sono obbligate?
No: secondo le Camere di commercio l'obbligo non riguarda gli amministratori delle società di persone. Resta invece l'obbligo, per la società, di avere una propria PEC iscritta al Registro imprese.
Tutti gli obblighi digitali in una pagina
PEC, POS collegati al registratore, accessibilità del sito, intelligenza artificiale: cosa riguarda davvero una piccola impresa e con quali scadenze.
Vai alla guida completaFonti: Normattiva, DL 179/2012 art. 5 (testo vigente) · MIMIT, avviso del 25 giugno 2025 · Camera di commercio di Napoli, domicilio digitale / PEC amministratori · Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, obbligo di iscrizione del domicilio digitale · Registro imprese

