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PEC amministratore: chi deve comunicarla e come

Cristoforo Frasca by Helpwebnet · 06/10/2026 · lettura 10 min

PEC amministratore: chi deve comunicarla e come

Oggi la PEC personale va comunicata al Registro imprese per un solo amministratore per società: l'amministratore unico, oppure l'amministratore delegato o, se non c'è, il presidente del consiglio di amministrazione. Lo prevede l'art. 5 del DL 179/2012 come modificato dal DL 159/2025. La PEC deve essere personale, non quella della società; per le società già iscritte il termine era il 31 dicembre 2025, per le nuove nomine va comunicata insieme alla nomina.

In breve
  • Obbligati: amministratore unico, amministratore delegato o, in mancanza, presidente del CdA di società di capitali, cooperative e consortili.
  • Non obbligati: consiglieri senza deleghe e amministratori di snc e sas.
  • La PEC deve essere personale: la legge vieta di usare quella della società.
  • La sola comunicazione è gratuita; il ritardo può costare da 206 a 2.064 euro.

Chi è obbligato oggi

La regola in vigore è scritta nell'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 179/2012. L'obbligo di avere un domicilio digitale iscritto al Registro imprese vale per l'amministratore unico o l'amministratore delegato o, in mancanza, il presidente del consiglio di amministrazione delle imprese costituite in forma societaria.

Le Camere di commercio precisano il perimetro: la norma riguarda società di capitali, società cooperative e società consortili. L'obbligo è in capo all'impresa e riguarda uno solo dei tre soggetti indicati. Non riguarda i consiglieri senza deleghe né gli amministratori delle società di persone.

Se all'inizio del 2025 hai letto che «tutti gli amministratori» dovevano avere la PEC, non ti sei sbagliato: era la prima versione della regola. Poi è cambiata.

Come si è arrivati alla regola attuale

QuandoCosa è successo
1° gennaio 2025La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 860) estende l'obbligo del domicilio digitale agli amministratori di tutte le società.
12 marzo 2025Con la nota n. 43836 il MIMIT dà le prime istruzioni alle Camere e fissa il termine al 30 giugno 2025 per le imprese già costituite.
25 giugno 2025Una nuova nota del MIMIT sposta il termine al 31 dicembre 2025.
31 ottobre 2025Il DL 159/2025 (art. 13, convertito dalla L. 198/2025) limita l'obbligo all'amministratore unico, al delegato o al presidente del CdA e scrive nella legge il termine del 31 dicembre 2025.
9 marzo 2026Con la nota n. 10345 Unioncamere chiede al MIMIT una proroga al 31 marzo 2026 e segnala l'opportunità di non avviare procedimenti sanzionatori prima di quella data.

Per un'analisi tecnica più estesa della norma trovi anche la guida di Helpwebnet sull'obbligo di PEC per gli amministratori. Qui ci concentriamo su due domande pratiche: chi, nella tua società, deve farlo e come.

Trova il tuo caso

Come è amministrata la societàChi comunica la PEC personale
Srl con amministratore unicoL'amministratore unico
Srl o spa con consiglio di amministrazione e un amministratore (o consigliere) delegatoL'amministratore delegato
Consiglio con più consiglieri delegatiBasta uno dei delegati: l'obbligo riguarda un solo soggetto
Consiglio di amministrazione senza delegatiIl presidente del consiglio di amministrazione
Cooperativa o società consortileStesse regole: unico, delegato o, in mancanza, presidente
Snc o sasNessun obbligo per gli amministratori (la società deve comunque avere la sua PEC)
Consiglieri senza delegheNessun obbligo; la comunicazione è facoltativa e a pagamento
Nota. Le Camere di commercio segnalano che i consiglieri delegati possono comparire in visura con diciture diverse, per esempio «consigliere delegato» o «consigliere con poteri». Controlla la visura aggiornata prima di decidere chi deve fare la comunicazione.

Perché non può essere la PEC della società

La legge è esplicita: il domicilio digitale degli amministratori non può coincidere con quello dell'impresa. Le Camere di commercio aggiungono che deve essere diverso anche dal domicilio digitale delle altre imprese iscritte al Registro.

Il motivo è semplice: la PEC dell'amministratore serve a raggiungere la persona che ha la responsabilità della gestione, non l'ufficio che apre la posta della società. In pratica:

  • non va bene l'indirizzo PEC della società, nemmeno se lo leggi solo tu;
  • non va bene la PEC di un'altra impresa del gruppo o di un'impresa di famiglia;
  • serve una casella intestata all'amministratore come persona fisica.

Se non sai ancora come funziona una casella certificata, la guida a cosa serve la posta certificata spiega le basi.

Come si comunica al Registro imprese

La comunicazione è una pratica telematica alla Camera di commercio. Se c'è da comunicare solo la PEC, i passi sono questi:

  1. Attiva una PEC personale. Intestata all'amministratore come persona fisica, diversa da quella della società e da quelle di altre imprese iscritte al Registro.
  2. Prepara la pratica con DIRE. Nell'applicativo online delle Camere di commercio compili il modello S2 con il modello INT P, nella sezione dedicata agli organi sociali.
  3. Firma digitalmente. Può firmare l'amministratore stesso oppure il commercialista che dichiara di aver ricevuto l'incarico dall'amministratore.
  4. Invia e controlla la visura. Dopo l'evasione della pratica verifica che il domicilio digitale compaia accanto al nome dell'amministratore nella visura camerale.

Sui costi, le Camere di commercio distinguono tre situazioni:

SituazioneDiritti e bollo
Sola comunicazione della PEC di un amministratore obbligato, senza altre modificheEsente da diritti di segreteria e imposta di bollo
PEC comunicata insieme a nomina, conferma o rinnovoSi paga quanto previsto per la pratica principale
PEC di altri amministratori non obbligati (facoltativa)Per le società di capitali 30 euro di diritti e 65 euro di bollo, secondo la Camera di commercio di Ferrara-Ravenna

Nuove nomine e rinnovi

Per chi viene nominato o confermato amministratore unico, delegato o presidente (in mancanza di delegati), la PEC va comunicata insieme alla richiesta di iscrizione della nomina, sia alla costituzione della società sia ai rinnovi successivi.

Se la PEC manca, la Camera di commercio sospende la pratica e chiede di integrarla. Con un rinnovo delle cariche in arrivo, conviene attivare la casella prima dell'assemblea: così la pratica parte completa.

Sanzioni: cosa si rischia

Secondo la Camera di commercio di Napoli, il mancato adempimento comporta le sanzioni dell'articolo 16, comma 6-bis, del DL 185/2008, cioè quella dell'articolo 2630 del codice civile raddoppiata: da 206 a 2.064 euro.

Il termine per le società già iscritte era il 31 dicembre 2025. A marzo 2026 Unioncamere ha chiesto una proroga al 31 marzo 2026 e ha suggerito di non avviare procedimenti sanzionatori prima di quella data. Anche quella data è passata.

Attenzione. Se nella tua società la PEC dell'amministratore obbligato non risulta ancora in visura, non aspettare un controllo: la sola comunicazione è gratuita e richiede pochi minuti al commercialista. Le pagine delle Camere di commercio che abbiamo consultato, aggiornate a giugno 2026, non riportano ulteriori proroghe.

Gestire bene la PEC personale

Una volta iscritta, quella casella diventa l'indirizzo a cui possono arrivare comunicazioni con valore legale. Qualche regola pratica:

  • Leggila davvero. Attiva l'avviso di nuovi messaggi sul telefono o sulla casella che usi ogni giorno.
  • Non farla scadere. Segna in agenda la data di rinnovo del servizio: una PEC scaduta non riceve più nulla.
  • Decidi chi altro la legge. Se dai accesso al commercialista o a un collaboratore, mettilo per iscritto: la responsabilità resta tua.
  • Conserva i messaggi importanti. Ricevute e messaggi vanno archiviati fuori dalla casella; qui trovi perché serve conservare PEC ed email.
  • Diffida delle PEC che chiedono pagamenti o credenziali. Anche la posta certificata può essere usata per truffe: vedi come riconoscere i falsi messaggi dell'Agenzia delle Entrate.

La PEC dell'amministratore è solo uno degli adempimenti digitali che toccano una piccola società: li trovi riuniti nella guida agli obblighi digitali delle piccole imprese nel 2026.

Domande frequenti

L'amministratore può usare la PEC della società?

No. La legge lo dice espressamente: il domicilio digitale dell'amministratore non può coincidere con quello dell'impresa. Serve una PEC personale, intestata a lui.

Il consigliere senza deleghe deve comunicarla?

No. Dal 31 ottobre 2025 l'obbligo riguarda solo l'amministratore unico, l'amministratore delegato o, se manca, il presidente del consiglio di amministrazione. Gli altri consiglieri possono comunicarla volontariamente, pagando diritti di segreteria e bollo.

Quanto costa la comunicazione?

Se comunichi solo la PEC di un amministratore obbligato, senza altre modifiche, la pratica è esente da diritti di segreteria e imposta di bollo. Se la comunichi insieme a una nomina o a un rinnovo, paghi quanto previsto per quella pratica.

Cosa rischio se non l'ho ancora comunicata?

Le Camere di commercio indicano la sanzione dell'articolo 2630 del codice civile raddoppiata, da 206 a 2.064 euro. Il termine per le società già iscritte era il 31 dicembre 2025: conviene regolarizzare subito.

Le snc e le sas sono obbligate?

No: secondo le Camere di commercio l'obbligo non riguarda gli amministratori delle società di persone. Resta invece l'obbligo, per la società, di avere una propria PEC iscritta al Registro imprese.

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Vai alla guida completa

Fonti: Normattiva, DL 179/2012 art. 5 (testo vigente) · MIMIT, avviso del 25 giugno 2025 · Camera di commercio di Napoli, domicilio digitale / PEC amministratori · Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, obbligo di iscrizione del domicilio digitale · Registro imprese

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