Voglio CrescereVoglio Crescere
Guide e articoli
Guida pratica

Email della Polizia Postale con convocazione: è falsa?

Cristoforo Frasca by Helpwebnet · 06/10/2026 · lettura 9 min

Email della Polizia Postale con convocazione: è falsa?

Quasi certamente è una truffa. La Polizia di Stato ha avvisato che girano email che imitano convocazioni o atti giudiziari, con loghi e firme di dirigenti, e accusano il destinatario di aver visto materiale pedopornografico o altri contenuti illeciti; a chi risponde arriva poi una richiesta di denaro per «chiudere il procedimento». La Polizia non notifica provvedimenti né chiede pagamenti via email o messaggio: non rispondere, non aprire allegati, non pagare e segnala il messaggio.

In breve
  • La Polizia di Stato non invia email o messaggi per notificare provvedimenti giudiziari né per chiedere soldi (avviso del 10 agosto 2026).
  • Lo schema è sempre uguale: accusa infamante, urgenza, invito a «giustificarsi», poi la richiesta di pagamento.
  • Non rispondere: la tua risposta fa scattare la seconda fase, quella in cui chiedono soldi.
  • Segnala su commissariatodips.it (sezione Segnalazioni); se hai pagato o dato dati, sporgi denuncia.
  • In azienda basta un messaggio di due righe ai colleghi: lo trovi pronto in fondo.

La risposta breve: le forze dell'ordine non convocano così

Il 10 agosto 2026 la Polizia di Stato ha pubblicato sul sito del Commissariato di P.S. Online un avviso su questo tipo di messaggi. La frase da ricordare è una: la Polizia di Stato «non invia e-mail o messaggi per notificare provvedimenti giudiziari», né per chiedere il pagamento di sanzioni, ammende o somme di denaro.

Perché la truffa funziona lo stesso? Perché l'accusa è scelta apposta per far vergognare. Chi riceve un'email che lo accusa di pedopornografia non ne parla con il collega o con il partner: cerca di chiudere la faccenda da solo, in fretta. È proprio quello che vogliono i truffatori. Se ti è arrivata, non sei stato «scoperto» in nulla: il tuo indirizzo è finito in un invio di massa, come succede con le false email dell'Agenzia delle Entrate.

Le caratteristiche ricorrenti

Le email cambiano nome, ufficio e impaginazione, ma l'avviso della Polizia descrive elementi che tornano sempre:

Cosa vediPerché è un segnale
Loghi, intestazioni, timbri e la firma del Capo della Polizia o di un dirigenteSono copiati da documenti pubblici: un logo non prova nulla
Un'accusa grave e vaga: aver visitato siti o visto materiale pedopornografico o illecitoServe a spaventarti e a farti tacere, non a informarti
L'invito a «fornire giustificazioni» per evitare l'indagine o il procedimentoNessuna indagine vera si evita rispondendo a un'email
Urgenza e minaccia di conseguenze penaliSono le leve principali indicate dalla Polizia: ti tolgono il tempo per pensare
Una seconda email che chiede soldi per «concludere» o «estinguere» il procedimentoLa Polizia non chiede pagamenti via email o messaggio
Allegati da aprire o link da cliccarePossono portare a pagine che rubano dati o a file dannosi
Nome e indirizzo dell'ufficio che sembrano veriSecondo la Polizia i truffatori falsificano proprio nome e indirizzo dell'autorità

Esistono varianti con altri marchi istituzionali: a giugno 2026 la Polizia ha segnalato anche una campagna che usava il nome del Commissariato di P.S. Online per una finta procedura di sostituzione della SIM, con pagamento finale. Il principio è lo stesso: un messaggio che arriva da solo e ti chiede dati o soldi va verificato da un'altra strada. Per i trucchi tecnici (mittente, link, allegati) c'è anche la guida di Assistenza24 su come riconoscere un'email di phishing.

Cosa non fare: rispondere, pagare, aprire allegati

  1. Non rispondere. Nemmeno per dire «non sono io». Secondo la Polizia, a chi risponde arriva la richiesta di denaro: la risposta conferma che l'indirizzo è attivo e che sei agganciato.
  2. Non aprire allegati e non cliccare link. È il primo consiglio dell'avviso ufficiale.
  3. Non fornire dati personali o credenziali: documento, codice fiscale, password, codici della banca.
  4. Non pagare, in nessuna forma: bonifico, ricarica, carta, criptovalute.
  5. Non chiamare i numeri scritti nell'email. Se vuoi un riscontro, cerca da solo i contatti ufficiali dell'ufficio sul sito della Polizia di Stato o vai di persona.
  6. Non cancellare subito il messaggio. Ti serve per la segnalazione e, se serve, per la denuncia. Spostalo in una cartella a parte.
E se temi davvero di avere un problema con la giustizia? Nessun procedimento si chiude pagando uno sconosciuto che ti ha scritto. Se hai un dubbio reale, parlane con un avvocato o rivolgiti a un ufficio di Polizia usando contatti che hai trovato tu.

Se hai già risposto, cliccato o pagato

Cosa è successoCosa fare adesso
Hai risposto, ma senza dare dati né soldiInterrompi ogni contatto, non rispondere più, conserva tutti i messaggi e segnalali. Aspettati altre email, anche più minacciose: ignorale.
Hai aperto un allegato o cliccato un linkScollega il dispositivo dalla rete, fai controllare il computer, cambia da un altro dispositivo le password di posta e banca e attiva la verifica in due passaggi.
Hai inviato un documento o dati personaliSegnala subito e sporgi denuncia: i dati possono essere usati per altre truffe a tuo nome. Tieni d'occhio conti e posta nei mesi successivi.
Hai pagatoChiama subito la banca da un numero ufficiale e chiedi di tentare il recupero; poi denuncia. I passi dei primi 60 minuti sono nella guida bonifico fatto a un truffatore.

Non vergognarti di chiedere aiuto: è una truffa costruita per colpire chiunque, e chi ti aiuta (banca, Polizia, il tuo tecnico) ne vede ogni settimana.

Come segnalarla e quando denunciare

Sul sito della Polizia Postale ci sono due strade diverse, da non confondere:

  • Segnala online: un modulo per mettere la Polizia a conoscenza di fatti presumibilmente illeciti, con un argomento dedicato al phishing. Basta un indirizzo email da confermare. Non è una denuncia e non sostituisce il pronto intervento (112 o 113).
  • Denuncia: se hai perso soldi o hai dato dati, va presentata a un ufficio di Polizia. Il portale Denunce online (con SPID o CIE, anche dall'app IO) permette una pre-denuncia per reati come truffa e frode informatica da formalizzare poi in ufficio entro 48 ore, ma al momento è in sperimentazione solo in alcuni uffici del Lazio. Altrove si va di persona.

Porta con te o allega: l'email (meglio ancora il file originale salvato dal programma di posta), gli allegati senza aprirli, eventuali ricevute di pagamento e tutte le risposte scambiate.

In azienda: avvisa i colleghi con un messaggio tipo

In un ufficio piccolo basta che una persona risponda per esporre tutti. Puoi copiare questo messaggio nella chat interna o nella posta:

Messaggio da inoltrare. «Girano email a nome della Polizia o di altre forze dell'ordine con "convocazioni" o accuse gravi e allegati. Sono truffe: la Polizia non notifica atti e non chiede soldi via email. Se ne ricevete una: non rispondete, non aprite allegati, non cliccate link. Inoltratela a [nome del referente] e poi spostatela in una cartella a parte. Nessuno verrà rimproverato per aver chiesto.»

Il messaggio funziona meglio se fa parte di una regola che tutti conoscono già. Nel kit anti-truffa di Voglio Crescere c'è la «regola dei 3 NO» da appendere vicino al PC (nessun link, nessun IBAN, nessuna carta da una comunicazione in arrivo) insieme alle procedure contro il cambio IBAN e la voce clonata al telefono.

Domande frequenti

La Polizia può contattarmi via email?

La Polizia di Stato ha chiarito che non invia email o messaggi per notificare provvedimenti giudiziari né per chiedere pagamenti di sanzioni, ammende o somme di denaro. Un'email che ti accusa e ti chiede di giustificarti o di pagare è una truffa.

Ho risposto all'email, cosa rischio?

Se non hai dato dati né soldi, interrompi ogni contatto, conserva i messaggi e segnalali: probabilmente riceverai altre richieste, da ignorare. Se hai inviato documenti o pagato, chiama subito la banca e presenta denuncia.

Dove la segnalo?

Sul sito della Polizia Postale, commissariatodips.it, nella sezione Segnalazioni, modulo Segnala online, argomento Phishing. Se hai subito un danno serve invece una denuncia presso un ufficio di Polizia.

E se l'accusa fosse vera?

Nessun procedimento penale si chiude pagando qualcuno che ti ha scritto via email. Se hai un dubbio reale, rivolgiti a un avvocato o a un ufficio di Polizia usando contatti trovati da te, non quelli del messaggio.

La regola dei 3 NO da appendere in ufficio

Il kit anti-truffa contiene la procedura in una pagina, la verifica dei falsi rimborsi e cosa fare se il bonifico è già partito: 1,99 €, con gli aggiornamenti.

Scopri il kit anti-truffa

Fonti: Polizia di Stato, attenzione alle truffe online a nome delle Forze di Polizia (10/08/2026) · Polizia Postale, truffe a nome del Commissariato di P.S. Online (27/06/2026) · Polizia Postale, segnalazioni · Polizia Postale, denuncia per reati telematici · Polizia Postale, phishing: che cos'è

Il volume della collana

In ufficio nessuno clicca più su quelle email: la procedura in una pagina

Falsi rimborsi IRPEF, false multe, finti fornitori che cambiano IBAN, voci clonate al telefono. Il capitolo anti-truffa del kit "AI in azienda senza rischi", per titolari di piccole imprese, studi e amministratori di condominio.

Prendi il kit a 1,99 €

Chi compra un volume riceve per sempre aggiornamenti e volumi futuri della stessa collana.

Logo Helpwebnet
Cristoforo Frasca by Helpwebnet
Consulente IT per piccole imprese, studi professionali e condomini: sicurezza, backup, WordPress, centralini, assistenza. Scrivo quello che faccio ogni giorno con i miei clienti.

Altri articoli

Cristoforo Frasca by Helpwebnet · La collana · Articoli · Area riservata

Voglio Crescere è un marchio di Helpwebnet Srls · Via Mazzini 19 · 80059 Torre del Greco (NA) · P.IVA IT09793841215 · tel. 081 1818 7885 · vogliocrescere@helpwebnet.com

Privacy Policy · Cookie Policy · Termini e condizioni