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Cristoforo Frasca by Helpwebnet
Venerdì 16 ottobre 2026 — Mese europeo della cybersicurezza, tema di quest'anno: le competenze di chi lavora.

L'AI in azienda ha due falle: quello che esce e quello che entra

Da una parte il collaboratore che incolla l'elenco clienti in uno strumento gratuito. Dall'altra il documento che arriva da fuori e contiene istruzioni nascoste per l'assistente che lo riassume. Nessuna delle due si vede, tutte e due si fermano con tre documenti e due ore di formazione.

L'AI in azienda ha due falle: quello che esce e quello che entra

Ci sono due modi di farsi male con l'intelligenza artificiale in ufficio, e sono opposti.

IL PRIMO È QUELLO CHE ESCE.
Il 1° ottobre 2026 il CERT-AGID ha ripreso una ricerca che vale la pena leggere anche se non scrivi una riga di codice: dentro un archivio pubblico da 15,9 terabyte usato per addestrare modelli di intelligenza artificiale sono state trovate 543.699 credenziali ancora valide. Nessuno le aveva rubate: erano state lasciate scritte dentro codice pubblico. L'età media di quelle ancora funzionanti era di 784 giorni, oltre due anni.

La lezione non riguarda i programmatori. Riguarda una regola semplice: quando un dato esce, non rientra. Si moltiplica in copie, archivi, backup di terzi. Puoi cancellare l'originale quanto vuoi.

IL SECONDO È QUELLO CHE ENTRA, e se ne parla molto meno.
Nella sintesi settimanale del 9 ottobre 2026 il CERT-AGID segnala un proprio studio sulle «prompt injection ad attivazione differita»: istruzioni malevole che entrano in un assistente AI insieme a un contenuto qualsiasi e restano silenti, per attivarsi solo più tardi, quando nella conversazione compare la parola che fa da innesco.

Tradotto per chi ha uno studio o un'azienda di sei persone: il curriculum in PDF, il preventivo del fornitore, la pagina web che la segretaria chiede di riassumere possono contenere righe che tu non vedi e che l'assistente invece legge come se gliele avessi dette tu. Non è fantascienza ed è lo stesso motivo per cui da trent'anni diciamo di non aprire gli allegati a caso: cambia solo chi li apre.

La buona notizia è che la difesa è la stessa per tutte e due le falle, e non è tecnica. Sapere chi usa cosa. Scrivere in una pagina cosa si può dare all'AI e cosa no, in entrambe le direzioni. Formare chi lavora e lasciarne traccia, perché l'art. 4 dell'AI Act lo chiede.

Tre documenti e qualche ora, non un progetto da diecimila euro. Il volume te li fa produrre uno alla volta, nell'ordine giusto, con i modelli già scritti da compilare.

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Domande frequenti

Da noi nessuno usa l'intelligenza artificiale.

È la frase che sento più spesso, e quasi sempre è falsa: non la usa l'azienda, la usano le persone con i loro account. Il registro serve esattamente a scoprirlo senza fare processi a nessuno. Mezz'ora di domande, e di solito saltano fuori tre o quattro strumenti.

Cos'è in pratica una «prompt injection ad attivazione differita»?

Istruzioni scritte dentro un documento o una pagina web, invisibili a chi legge, che l'assistente AI invece esegue quando gli dai quel contenuto da riassumere o analizzare. «Differita» vuol dire che possono restare ferme e partire più tardi, a una parola stabilita. La difesa pratica per una piccola impresa è banale: non si danno in pasto all'AI documenti arrivati da sconosciuti, e l'assistente non deve avere accesso diretto a posta, file e pagamenti.

Basta vietare tutto e amen.

Il divieto totale non regge una settimana: la gente continua, solo di nascosto, e tu perdi anche la possibilità di sapere cosa succede. Funziona meglio dire cosa è permesso, con quale account e su quali dati. Nel volume c'è la policy già scritta: una pagina, si firma e si appende.

Questo volume mi mette in regola con l'AI Act?

Chiude la parte che il titolare può fare da solo: registro degli strumenti, policy, formazione documentata dell'art. 4. Non è una certificazione e non te la vende nessuno a 1,99 €. Per la parte tecnica — backup testati, controllo degli accessi, monitoraggio — nell'ultima pagina trovi come chiedere un check-up.

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CERT-AGID, sintesi settimanale 3-9 ottobre 2026: «Pubblicato un nuovo studio del CERT-AGID che analizza le prompt injection ad attivazione differita... L'istruzione può restare silente e attivarsi solo quando nella conversazione compare il trigger previsto» — cert-agid.gov.it/news (pagina riletta il 16/10/2026). Stessa fonte, 01/10/2026: 543.699 credenziali ancora valide individuate da Truffle Security nel dataset pubblico The Stack v3 (15,9 TB, circa 224 milioni di repository), età media 784 giorni. L'obbligo di formare chi usa l'AI al lavoro è all'art. 4 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).

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