Le email che hanno portato malware in Italia la settimana scorsa avevano per oggetto Preventivo, Contratti, Ordine, Pagamenti, Delivery: le stesse parole che leggi ogni giorno. A cambiare è solo il tipo di allegato. Qui dentro c'è la lista dei formati da bloccare e la mezz'ora per spiegarla a chi apre la posta.

Quando dico "malware" la gente pensa a una schermata nera con un teschio. Nella realtà italiana di questa settimana il malware si chiamava Preventivo.
Il CERT-AGID pubblica ogni venerdì il riepilogo di quello che gira davvero in Italia. Nella settimana 10–16 ottobre 2026: 254 campagne malevole, 1.468 indicatori di compromissione, 15 famiglie di malware. I temi usati per far aprire gli allegati sono quelli di una giornata di lavoro qualunque — "Delivery", "Pagamenti", "Preventivo", "Contratti", "Ordine", "Documenti" — e i mittenti imitati sono Agenzia delle Entrate, DocuSign, Adobe.
La parte interessante però è un'altra: i formati degli allegati. ARJ, COM, BIN, XLS, JS, ZIP, RAR, WSF, SCR, 7z, TAR. Fermati un attimo e pensaci: quando ti ha mandato un file .ARJ il tuo commercialista? E un .SCR? Mai. Nessuna azienda normale usa quei formati.
Questo vuol dire che una buona metà del problema si chiude con una decisione che non costa nulla: una lista di estensioni che in azienda non si aprono, punto, nemmeno se il mittente lo conosci. E con mezz'ora passata a dirlo a chi apre la posta, perché la regola che resta nella testa del titolare non protegge nessuno.
Se quella mezz'ora la verbalizzi — traccia dell'incontro, foglio firme, due domande di verifica — ti vale due volte: riduce il rischio concreto e ti mette in mano la prova della formazione che l'art. 4 dell'AI Act ti chiede per chi usa strumenti di intelligenza artificiale.
Il volume costa 1,99 €, lo leggi in un'ora e dentro trovi i modelli già scritti, da adattare e firmare.
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Filtrano una parte, non tutto: le 254 campagne della settimana scorsa sono quelle arrivate a destinazione. L'antivirus interviene dopo il doppio clic, e nessun software decide al posto della persona che apre la posta. La regola scritta più la persona informata è l'unico pezzo che non si aggira.
Per questo il volume è scritto in italiano normale. La lista delle estensioni si stampa e si appende vicino al monitor: non c'è niente da capire, c'è da riconoscere. Cosa si apre, cosa non si apre, chi si chiama e a quale numero.
Sì, e nel volume trovo il come: sulla gran parte dei servizi di posta aziendali si impostano regole sugli allegati in pochi minuti. È la prima cosa da fare, ma da sola non basta: il file può arrivare anche via chat, chiavetta o link.
L'ebook in EPUB e PDF più i modelli editabili nell'area riservata: registro degli strumenti AI, policy in una pagina, foglio firme e test di fine formazione, procedura pagamenti e allegati. Più tutti gli aggiornamenti e i volumi futuri della collana.
CERT-AGID, «Sintesi riepilogativa delle campagne malevole nella settimana del 10 – 16 ottobre», pubblicata il 16/10/2026 e riletta il 21/10/2026 su cert-agid.gov.it: 254 campagne malevole (217 con obiettivi italiani), 1.468 IoC, 15 famiglie di malware. Allegati usati per veicolare Remcos, AgentTesla, FormBook e Guloader: ARJ, COM, BIN, XLS, JS, ZIP, RAR, WSF, SCR, TAR, 7z. Temi delle campagne: Delivery, Pagamenti, Preventivo, Contratti, Ordine, Documenti. Identità sfruttate nel tema Documenti: Agenzia delle Entrate, Adobe, DocuSign, DH.

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